difesa dei contriuenti, legalità,giustizia tributaria,eguali, uguaglianza, equitalia carmelofinocchiaro | Il Cannocchiale blog
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il blog del Presidente Nazionale di Federcontribuenti
finanza
8 maggio 2011
Finocchiaro (Federcontribuenti) L`aumento dei limiti sui tassi usurai un regalo al potere bancario e agli interessi personali di Berlusconi per garantirsi maggiori utili su Mediolanum e Mediobanca

Silvio Berlusconi ama farsi sempre grandi regali e per riabilitarsi di fronte al sistema finanziario, dopo il caso Geronzi, oltre alla modifica della legge sull`anatocismo doppia i parametri sui tassi usurai consentendo al sistema bancario italiano di non incorrere in sanzioni penali nell`applicazione degli interessi su mutui, prestiti e credito al consumo che da oggi possono essere raddopiati. Una vergogna che colpira` pesantemente imprese e famiglia e premiera` banche e utili della famiglia Berlusconi. Insomma la norma inserita nel decreto sviluppo, aggiunge Finocchiaro, consentira un’ulteriore sviluppo delle richezze di Berlusconi e sviluppera’ l’impoverimento delle famiglie e delle imprese italiane.




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ECONOMIA
8 maggio 2011
MUTUI: FEDERCONTRIBUENTI, RINCARI 100-300 EURO CON RIALZO EURIBOR

La rata del mutuo variabile e’ sempre piu’ cara e per il futuro si prevedono nuove impennate. L’Euribor in meno di un anno e’ piu’ che raddoppiato e per chi ha investito nell’acquisto di una casa si prevedono tempi duri. Nel caso di un mutuo di 100.000 euro da 10 o 15 anni, la rata mensile salira’ di 11,5 euro, pari a 138 euro l’anno, che diventano 150 nel caso di scadenza a 20 o 25 anni. Per un mutuo di 150.000 euro a 10 o 15 anni, l’incremento mensile sara’ di 17,25 euro circa e di 207 l’anno, e per uno da 200.000 euro a 10 o 15 anni, di 23 euro mensile e 276 annuale. Infine per un mutuo da 200.000 euro a 10 o 15 anni, l’incremento sara’ di 23 euro circa sulla rata mensile e di 276 euro l’anno e se la scadenza e’ a 20 o 25 anni, la rata annuale salira’ di 300 euro.




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SOCIETA'
8 maggio 2011
Federcontribuenti, in ogni Comune d’Italia si costituiscano Comitati contro Equitalia.
 

Pronti ad accogliere in Federcontribuenti tutti i Comitati spontanei che nasceranno in ogni angolo del nostro Paese contro Equitalia e le sue politiche vessatorie che stanno colpendo il patrimonio dei contribuenti onesti e la serenità economica e psicologica di milioni di contribuenti e imprese. E’ necessario che il movimento diventi sempre piu' forte e presente attraverso una  diffusione capillare in ogni angolo del territorio,  il Presidente di Federcontribuenti h aggiunto che la nostra organizzazione puo’ diventare la casa comune per migliaia di Comitati. Finocchiaro ha aggiunto che e’ necessario far capire al Governo e alle forze politiche che la questione equitalia e’ una miccia che se si accende definitavamente nessuno potra’ piu’ fermare con rischi seri per l’ordine pubblico e la pace sociale di questo nostro Paese.




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diritti
8 maggio 2011
Un patto fra tutte le associazioni per rendere utile la class action

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7 settembre 2009
FEDERCONTRIBUENTI: PRONTI AD AZIONE RISARCITORIA CONTRO RAI E SKY




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diritti
22 febbraio 2009
LE NUOVE NORME SULLA CONFISCA DEI BENI AI MAFIOSI UN FAVORE ALLA MAFIA

Il governo modifica la destinazione dei beni sottratti alle mafie. Non tornano più alla società civile, ma sono dirottati ai ministeri e alle spese correnti, tramite aste pubbliche. Si tratta di una norma frettolosa e incoerente sotto il profilo giuridico. E' inefficiente dal punto di vista economico e amplia l'area di illegalità perché incentiva i mafiosi a cercare prestanomi in ambienti sempre più allargati. E i ricavi per lo Stato potrebbero essere davvero minimi. La logica sembra quella di sottrarre sequestri penali e misure di prevenzione al controllo del giudice. L’aggressione ai patrimoni mafiosi è sicuramente il percorso vincente per la lotta alla criminalità organizzata. Ma colpire le organizzazioni criminali nella loro principale ragione d’essere - i redditi e i patrimoni - suscita il loro interesse, nel tentativo di appropriarsene nuovamente tramite i curcuiti collusivi e di prestanomi di cui queste organizzazioni si servono. Questa considerazione, unita all’idea di restituire le risorse alla società civile a cui erano state tolte, ha per anni costituito la base della scelta di destinare alla comunità i beni sottratti alle mafie. Lo stesso ministero della Giustizia afferma: “In effetti la elevata concentrazione di beni oggetto dei sequestri e delle confische perché nelle disponibilità di appartenenti alle organizzazioni criminali nelle aree dell'Obiettivo 1 ha posto in evidenza come la sicurezza, intesa come condizione ed insieme effetto dello sviluppo economico e sociale, sia strettamente legata alla percezione sociale della effettiva pratica della legalità. In tal senso il valore anche simbolico dell'immediato uso sociale dei beni stessi, reso possibile dalla sistemazione dei loro elementi identificativi, diventa elemento cruciale nella affermazione di una nuova cultura libera da sudditanze rispetto alle ideologie criminali”. 
Recenti interventi dell’esecutivo, per motivi di bilancio o per togliere giurisdizionalità al sequestro di beni in generale, hanno di fatto delegittimato l’impianto dell’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali faticosamente costruito e questo costituice un grave atto che colpisce una norma che in questi anni ha funzionato malgrado la lentezza della pubblica amministrazione nelle assegnazioni. 




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25 gennaio 2009
Corto circuito

 C’è un corto circuito tra ogni sforzo che il gruppo dirigente nazionale produce sulla linea della coerenza con la proposta del Lingotto per il Pd e la ricaduta di tutto ciò a livello periferico nel partito. E’ mia opinione che buona parte del problema stia in un difetto di nascita del partito, una sorta di sommatoria correntizia dei gruppi dirigenti nazionali, regionali, provinciali, fino all’ultimo circolo. Ma certo, se tanto tempo passa e poco o nulla si muove, va chiamata in causa una afasia culturale, una incertezza di prospettive strategiche o più semplicemente una non condivisione ormai sedimentata come un terreno spesso e spugnoso su cui ogni pallina che cade non rimbalza più. Credo che abbia abbastanza ragione Macaluso quando sostiene che l’ipotesi stessa del partito a vocazione maggioritaria non è condivisa da buona parte dei gruppi dirigenti intermedi, o, perlomeno, la sua gestione da parte dell’inner circle veltroniano.

D’altra parte io non credo che saranno le prossime amministrative o europee a operare una “catarsi negativa" che scioglierà i nodi. E’ stato un grave errore sfiancare così un partito nascente senza offrire il traguardo di un congresso. Come forse non è stata una scelta felice lo scivolamento della conferenza di programma a ridosso delle elezioni. Se non viene in soccorso una convinta pedagogia politica, il partito localmente vive di rilessi indiretti, di antichi automatismi e di improvvisati sincretismi.

Si avvicinano le elezioni provinciali. La natura del collegio uninominale, sia pur proporzionale, solleciterebbe il ricorso alle primarie, ma, se non governate, i risultati non assicurerebbero il rispetto dei vincoli statutari, della rappresentanza di genere, del pluralismo culturale e del rinnovamento.

Il Pd di Torino e provincia, dopo una iniziale accettazione delle primarie, ha votato in assemblea un regolamento somma di ogni contraddizione:

- si garantiscono ai consiglieri uscenti tre legislature: i collegi di città e provincia sarebbero presidiati dallo stesso personale politico per 15 anni.
- violando lo statuto nazionale, che prevede il diritto di iscritti e di elettori di avanzare candidature, si è poi deciso che questo diritto spetti solo ai Comitati di circolo (in genere fra i 60 e i 100 membri eletti secondo i criteri correntizi del 14 ottobre)
- la somma di proposte dei circoli dovrebbe essere ordinata dalla segreteria provinciale che assegna un rappresentante per ogni collegio secondo assai vaghi criteri perequativi.

Solo alla fine - in mancanza di accordo nei collegi, con la richiesta da parte del 30% del comitato direttivo, nel caso che il candidato proposto dal segretario del collegio sia il consigliere uscente, oppure con la richiesta da parte del 20% del comitato, se la proposta è di un nome nuovo - può essere attivata la procedura delle primarie.

Stranissime primarie, però. Non una libera competizione, ma primarie di resistenza, di contestazione, quasi di fronda al candidato ufficiale del partito. Con un soggetto proponente rappresentato solo da un pugno di dirigenti locali. Cosa ha a che fare tutto ciò con il partito aperto e propulsivo di energie? E che dire della necessità durante l’assemblea di un mio didascalico richiamo allo statuto nazionale del Pd, quando le componenti mostravano di concordare sul principio che per candidarsi bisogna essere obbligatoriamente iscritti al Pd? Neanche più gli antichi e affettuosi indipendenti di sinistra. E poi che ruolo esercitano i segretari regionali? Se c’è un giudice a Berlino, c’è un responsabile dell’organizzazione a Roma?




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politica interna
27 dicembre 2008
MA SE IL MONDO E' DI DESTRA, NOI CHE COSA ABBIAMO FATTO DI MALE PER ESSERE DI SINISTRA?
MA SE IL MONDO E' DI DESTRA, NOI CHE COSA ABBIAMO FATTO DI MALE PER ESSERE DI SINISTRA? ...................



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politica interna
17 dicembre 2008
LA COSTITUZIONE NON SI TOCCA
 LA COSTITUZIONE NON SI TOCCA

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SOCIETA'
7 dicembre 2008
Sui consumi elettrici pronte le agevolazioni ai cittadini in difficoltà
Il bonus energia scalda i motori. Lo sconto sui costi dell'elettricità previsto per le famiglie economicamente disagiate (60 euro all'anno per un nucleo familiare di 1-2 persone, 78 euro all'anno per 3-4 persone, 135 euro all'anno per un numero di persone superiore a quattro), che con la liberalizzazione del mercato elettrico ha preso il posto della vecchia tariffa sociale, approderà nelle bollette dal 2009. È pronto, infatti, ed è accessibile online (all'indirizzo www.sgate.anci.it), il sistema informatico che consentirà ai Comuni di ricevere le domande dei cittadini e trasmetterle ai distributori dell'energia elettrica.
L'introduzione della social card, poi, dovrebbe in parte semplificare le procedure, perché ai titolari della carta acquisti, destinata a chi ha un Isee (indicatore di situazione economica equivalente) fino a 6mila euro, sarà riconosciuto automaticamente anche il bonus energia. La platea dei potenziali beneficiari dell'agevolazione sulle bollette elettriche è però più vasta, e comprende i nuclei familiari con Isee fino a 7.500 euro. Chi non ha i requisiti per la social card, ma rientra comunque nella soglia prevista per il bonus, dovrà presentare la relativa domanda al Comune, con il modello che sarà pubblicato la prossima settimana sul sito dell'autorità per l'Energia elettrica e il gas (www.autorita.energia.it).
Chi è titolare della carta acquisti per i cittadini meno abbienti, dunque, ha il diritto automatico al riconoscimento del bonus energia introdotto dalla Finanziaria 2006 (articolo 1, comma 375 della legge 266/05, attuato dal decreto del ministero dello Sviluppo economico del 28 dicembre 2007), con validità dal 1° gennaio 2008.
Restano da chiarire alcuni aspetti tecnici: il modello di richiesta della carta acquisti, infatti, non contiene uno spazio per indicare i dati della fornitura elettrica dell'utente. Il Pod, ad esempio, o «numero presa», è il codice alfanumerico identificativo di 14 caratteri che serve a individuare in maniera univoca il punto di prelievo di energia elettrica. Questo punto spesso non coincide con la residenza o con il domicilio dell'utente.
Le informazioni anagrafiche e sulla situazione economica di chi richiede la social card, raccolte dal ministero dell'Economia, saranno comunque trasmesse ai Comuni. Questi dovranno controllare il numero dei componenti della famiglia (per definire la misura spettante del bonus energia) e poi mandare avanti normalmente la pratica, che, attraverso il sistema Sgate (sistema gestione agevolazioni tariffe elettriche), sarà inviata ai distributori dell'energia.
Per gli altri beneficiari, la richiesta del bonus potrà essere presentata al proprio Comune di residenza a partire dal 1° gennaio 2009. Nel caso dei Comuni che aderiscono alla fase "pilota" dell'uso del sistema Sgate, partita il 24 novembre, le domande potranno essere presentate anche prima.
Le strade per la richiesta sono tre:
- presentare al Comune il modello di domanda prestampato e compilato, corredato dalla documentazione richiesta (copia dell'attestazione Isee e copia del proprio documento di identità);
- presentare al Comune la sola documentazione, in base alla quale l'impiegato registrerà i dati nel sistema informatico;
- inserire la domanda tramite internet: in questo modo l'operatore del Comune potrà acquisire la richiesta dal sistema, rendendo più veloci i tempi di lavorazione.
Le società distributrici di energia cominceranno ad applicare gli sconti in bolletta entro i 60 giorni successivi alla ricezione della domanda da parte del Comune.
Il bonus energia è previsto anche per gli utenti di elettricità con i quali vive una persona affetta da malattia grave, costretta a usare apparecchiature elettromedicali per restare in vita. In questo caso, il bonus ha una misura fissa di 150 euro all'anno e, se la famiglia si trova anche in situazione di disagio economico, le due agevolazioni si sommano. La patologia sarà provata da un certificato Asl.



permalink | inviato da carmelofinocchiaro il 7/12/2008 alle 23:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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